Giovani comunisti a congresso

Tono si iscrive al PCI nel 1942, contemporaneamente all’amico Ettore Luccini filosofo, e quest’anno conosce anche Francesco Loperfido e Ernesto Treccani.
Il percorso politico di Tono era partito da lontano, nato in una famiglia fascista, il fratello0 Cesare era andato volontario in Africa, Tono si accorge presto che il suo posto è accanto ai diseredati, e non solo nelle sue opere: contribuì ad esempio ad aiutare i ragazzi ebrei che non potevano frequentare la scuola a causa delle leggi razziali frequentando la casa di Celina Trieste, sua coetanea che sarà uccisa nell’ottobre 1944 nella Risiera di San Saba a Trieste.
Fondamentale l’incontro e l’amicizia con Eugenio Curiel che nel 1939, durante un viaggio a Palermo per partecipare ai “Littoriali della Cultura” lo introduce alla lotta clandestina.
Tono è sempre stato molto legato al Partito che ha aiutato in tutti i modi possibili, senza esserne adeguatamente ricambiato soprattutto perché era un compagno “scomodo”, basti pensare che ci sono articoli sulle sue mostre quasi più di frequente sul Secolo d’Italia (firmati da Fortunato Bellonzi) che su L’Unità.
È in questa visione politica che nasce l’opera di oggi dedicata ai giovani comunisti partecipanti ad un congresso della FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana)
Giovani comunisti a congresso, carboncino e sanguigna del 1953, dim. cm 27 x 32,5